Crowdsourcing: elevata qualità del lavoro a basso costo. Questo è il risultato che il crowdsourcing può garantire alle organizzazioni non profit che desiderano risparmiare denaro, mentre svolgono la loro missione. Per “crowdsourcing” si intende la pratica di valorizzare le competenze e l’entusiasmo dei sostenitori di un’organizzazione, che sono disposti a contribuire volontariamente, con il loro tempo e le loro capacità, a risolvere i problemi dell’organizzazione stessa. La collaborazione avviene gratuitamente o a pagamento. Si tratta di un modo per esternalizzare alcune tappe della propria azione in campo sociale, utilizzando a pieno le risorse intellettuali di chi condivide i valori dell’organizzazione non profit. Allo stesso tempo, il crowdsourcing è un modo per chi propone la propria idea di sentirsi realizzato, di mettersi in mostra o di ricavare un piccolo guadagno. Il crowdsourcing può essere utilizzato per raccogliere informazioni, chiedere consigli, risparmiare soldi o ottenere progetti. Può anche aiutare a prendere decisioni, aumentare la partecipazione e riempire di significato i contatti on line.
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La radio continua ad essere uno strumento incredibile. Con gli anni si è evoluta e diversificata al punto che oggi assistiamo, in ogni parte del pianeta, alla nascita di nuove radio libere che trasmettono on line. Sia chiaro: tecnicamente la radio on line e la radio classica sono strumenti molto diversi. Un conto è trasmettere informazioni nell’etere tramite le classiche frequenze radiofoniche, altra cosa è attivare un podcast e diffondere suoni, parole e informazioni attraverso il Web. Allo stesso tempo è possibile affermare che l’anima più genuina della radio, quella sua funzione di riscatto sociale e partecipazione è presente anche nelle radio on line. Anzi, tale componente “umana” del parlare al microfono di una radio attualmente è anche più forte in queste ultime.
Leggi ora! →Nel novembre del 2007, Gilberto Gil, allora ministro della cultura brasiliano, affermò che le lan house o punti di accesso ad Internet avevano un impatto molto positivo per ridurre la violenza nelle favelas. L’esistenza di opportunità formative e culturali e la possibilità di accesso e condivisione delle informazioni attraverso Internet, contribuiscono al rafforzamento della cittadinanza attiva nelle zone marginali delle città. Con iniziative di questo tipo si può dare una risposta efficace ai problemi generati dalla segregazione urbana, dalla povertà urbana e dalla criminalità nei contesti di grande esclusione sociale. E come ricordava il grande musicista ex ministro, la coesione sociale ne può trarre solo benefici.
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