Territorio. Una parola il cui significato è troppo spesso dimenticato ma la cui importanza in termini di qualità della vita e coesione sociale è fondamentale. Così come le persone, anche le organizzazioni (e tra queste le organizzazioni non profit) non sempre agiscono con la consapevolezza di essere legate a un territorio, un habitat di riferimento in termini sociali (il luogo dove tesso le mie relazioni con altri esseri umani e organizzazioni), economici (il luogo che dà sostentamento e risorse ai progetti della mia organizzazione) e culturali (il luogo in cui nascono e si sviluppano i valori che orientano l’azione della mia organizzazione). Secondo il punto di vista di Baleia, tale riferimento è di profonda importanza.
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Assistendo ad alcune partite di calcio e notando la presenza sulla maglia dei giocatori non del classico sponsor ma del marchio di importanti organizzazioni attive nel campo non profit come UNICEF e Save the Children la domanda è sorta in modo spontaneo: quanto vale il marchio di un’organizzazione non profit? Trovare una risposta non è semplice, ma il fatto che prestigiosi club calcistici rinuncino alle entrate derivanti dalla pubblicizzazione del proprio sponsor per porre invece il logo di organizzazioni per la tutela dei diritti dell’infanzia, fa riflettere. Evidentemente il ritorno in termine di immagine supera di molto l’entrata economica che un semplice sponsor potrebbe assicurare. Cercando di allargare il campo e applicarlo all’ambito del Web, quali sono le possibilità di un’organizzazione non profit di ottenere visibilità dai grandi gruppi attivi per la Rete? Non si tratta di semplice responsabilità sociale di impresa, ma di una simbiosi perfetta tra gli obiettivi del non profit e le esigenze del privato. Il primo può dare visibilità al proprio brand; il secondo può accostare la propria azione a quella di chi opera per il bene comune, stimolando le simpatie di molti. Tutto ciò spiega anche il perché i giganti della Rete facciano a gara
Leggi ora! →I video sono un potente strumento di comunicazione ed hanno una capacità persuasiva assai elevata. Presentare al pubblico videoclip e documentari che mostrino gli sforzi compiuti dalla propria organizzazione per portare avanti la sua mission è uno strumento vincente. Pochi minuti di immagini presentate nel modo giusto possono dire molto di più di molti testi e molte pagine web. Il problema maggiore, in questo caso, sono le grosse dimensioni dei file video e le limitate possibilità di condivisione e circolazione in rete nel caso in cui c si limiti alla pubblicazione sul sito istituzionale. YouTube e il suo programma per il sociale Per risolvere tali problemi le piattaforme di video sharing come YouTube corrono in soccorso degli utenti e nel caso delle organizzazioni non profit propongono soluzioni interessanti, innovative e senza costi. Attivo per ora soltanto negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in Australia il Programma Non Profit di YouTube sarà una delle prossime novità nel campo dei social networks per il terzo settore. La popolare piattaforma per la condivisione dei filmati di casa Google dichiara che si sta lavorando per allargare il programma a nuovi paesi. Vediamo quali sono le funzionalità messe a disposizione delle organizzazioni
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