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Faq e non profit: l’importanza della chiarezza

Tra i cinque strumenti essenziali per una comunicazione on line efficace dal punto di vista del marketing, Ashley Zeckman, sul blog Top Rank, include la creazione di pagine FAQ “stellari”. Le cosiddette Frequently Asked Questions, le domande ricorrenti e frequentemente poste da chi ci segue sono indubbiamente uno strumento importante. Personalmente, mi è capitato molte volte di navigare per siti web alla ricerca di informazioni più o meno dettagliate e di perdere molto tempo. A quel punto, tagliando la testa al toro, spesso ho risolto i miei dubbi consultando una provvidenziale pagina FAQ. Escludendo il caso di poche grandi organizzazioni non profit, in Italia non mi sembra si faccia un grande uso delle FAQ. Tale strumento di comunicazione sembra avere un ruolo più forte nei portali Web sviluppati in ambito profit. Per citare un esempio, l’insieme delle pagine di assistenza dei vari prodotti di Google ha la struttura delle FAQ. Qui addirittura ci si trova davanti a interi siti composti di domande frequenti tra loro interconnesse, che aiutano l’utente Google a risolvere praticamente ogni suo dubbio (la dove la risposta non è nelle FAQ di supporto, intervengono i forum).

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Popoli indigeni e tecnologia informatica: buone pratiche dall’Amazzonia

La relazione tra popolazioni indigene e tecnologie è un discorso assai dibattuto e dai contorni non totalmente univoci. Il tema, seppure interessante, non rientra tra i nostri obiettivi. Il caso che Baleia vi racconta oggi è però significativo e può essere considerato una buona pratica per la difesa degli ambienti in cui vivono popoli indigeni a rischio e, di conseguenza, per la salvaguardia della loro cultura e della loro vita. Il popolo Ashaninka vive a cavallo della frontiera tra Brasile e Perù, nella valle del fiume Juruá, in piena Amazzonia. Le invasioni del loro territorio da parte dei taglialegna illegali, negli anni hanno messo a repentaglio la loro sopravvivenza e gli Ashaninka hanno dovuto rispondere agli attacchi subiti con le loro forze. La posta in gioco è assai alta: da un lato usurpatori illegali della selva amazzonica a caccia di guadagno (un solo albero di mogano può fruttare al commercio clandestino migliaia di euro), dall’altro l’esistenza di un popolo, delle persone che lo compongono e della cultura di cui sono portatori. Secondo alcuni dati*, tra il 1998 e il 2005 nella regione della valle del Juruá sono stati distrutti 1.218 km2 di foresta amazzonica.

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RomAltruista: volontari, nonprofit e responsabilità sociale di impresa

RomAltruista è sbarcata a Roma. Costituita come una onlus, RomAltruista si propone di favorire l’incontro tra volontari, organizzazioni non profit e aziende desiderose di intraprendere un percorso di responsabilità sociale di impresa. RomAltruista fa parte della rete internazionale HandsOn, che propone il modello del volontariato flessibile in circa 250 città sparse per il mondo e in questo modo ha contribuito a reperire oltre 30 milioni di ore di volontariato e micro-volontariato a piccole e grandi organizzazioni non profit. La piattaforma on line di RomAltruista, ben costruita e facile da navigare, permette di trovare opportunità di volontariato per chi vuole dedicare il proprio tempo ad una buona causa nella città. Allo stesso tempo le organizzazioni non profit possono entrare direttamente in contatto con i volontari. Un meccanismo semplice e dalle grandi potenzialità.

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