Popoli indigeni e tecnologia informatica: buone pratiche dall’Amazzonia

La relazione tra popolazioni indigene e tecnologie è un discorso assai dibattuto e dai contorni non totalmente univoci. Il tema, seppure interessante, non rientra tra i nostri obiettivi. Il caso che Baleia vi racconta oggi è però significativo e può essere considerato una buona pratica per la difesa degli ambienti in cui vivono popoli indigeni a rischio e, di conseguenza, per la salvaguardia della loro cultura e della loro vita.

Il popolo Ashaninka vive a cavallo della frontiera tra Brasile e Perù, nella valle del fiume Juruá, in piena Amazzonia. Le invasioni del loro territorio da parte dei taglialegna illegali, negli anni hanno messo a repentaglio la loro sopravvivenza e gli Ashaninka hanno dovuto rispondere agli attacchi subiti con le loro forze. La posta in gioco è assai alta: da un lato usurpatori illegali della selva amazzonica a caccia di guadagno (un solo albero di mogano può fruttare al commercio clandestino migliaia di euro), dall’altro l’esistenza di un popolo, delle persone che lo compongono e della cultura di cui sono portatori.

Secondo alcuni dati*, tra il 1998 e il 2005 nella regione della valle del Juruá sono stati distrutti 1.218 km2 di foresta amazzonica.

Inclusione informatica e popolazioni indigene

Nel 2004 una Ong brasiliana, la CDI-Inclusão Digital, che opera per la democratizzazione dell’informatica e per un uso delle tecnologie dell’informazione a favore dell’inclusione delle popolazioni a rischio di marginalità, su invito di uno dei leader Ashaninka, Benki Piyanko, ha contribuito a portare le tecnologie informatiche nei territori in cui si stava combattendo la lotta per salvare la foresta.

Grazie all’installazione di un’antenna alimentata con pannelli solari e di un computer e in seguito alla realizzazione di corsi di informatica tra i guerrieri Ashaninka le guerra contro i taglialegna illegali è diventata più semplice. In particolare, la possibilità di comunicare in tempo reale ha permesso un contatto semplice e diretto con le autorità brasiliane preposte alla tutela della foresta amazzonica e ai diritti delle popolazioni indigene.

Internet e le sue potenzialità hanno contribuito a rompere l’isolamento e a far svanire il silenzio. Oggi gli Ashaninka fanno un’opera di prevenzione basata sulla gestione ambientale e sull’uso sostenibile delle risorse.

Sempre nel 2004, Benki Piyanko ha conquistato il Prêmio Direitos Humanos − concesso dalla Secretaria Especial de Direitos Humanos della Presidenza della Repubblica brasiliana − per aver condotto in modo pacifico il movimento Ashaninka contro l’invasione dei taglialegna peruviani nello stato dell’Acre.

* Mapeamento da Cobertura Florestal da Região do Juruá no Estado do Acre, Carlos Souza Jr, Anderson Costa, Rodney Salomão (2006) – Sos Amazônia e IMAZON

Simone Apollo

Simone Apollo - Sociologo esperto di America latina, cooperazione internazionale, fundraiser e specialista di SEO e web-marketing per il non profit.

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