Ecomuseo e mappa di comunità on line

Questa volta BaleiaBlog vi vuole parlare di montagna, del concetto di ecomuseo e dello strumento della mappa di comunità. Il tema del rapporto tra società e territorio è stato già affrontato più volte dal BaleiaBlog. La questione non è semplice e sicuramente esula dagli argomenti trattati dal nostro blog. Tuttavia il tema c’interessa molto e ci appassiona non poco.

Giorni fa abbiamo avuto il privilegio di visitare il museo della Vallesanta. Si tratta di una delle strutture in cui è articolato l’Ecomuseo del Casentino in Toscana, Provincia di Arezzo. Un ecomuseo è un “museo diffuso”, il cui patrimonio è costituito dagli ambienti di vita tradizionali, il paesaggio, gli aspetti storico-artistici di un territorio.

L’ecomuseo è un amplificatore sia verso l’esterno sia verso l’interno del territorio che vuole raccontare, nell’intento di far conoscere chi e cosa si muove e si è mosso al suo interno. L’ecomuseo si pone l’obiettivo di preservare tutto ciò, di restaurarlo e soprattutto di valorizzarlo. È un patto con il quale la comunità si prende cura di un territorio.

L’Italia di oggi tratta le montagne, le valli isolate e i territori lontani dalle città come luoghi da sfruttare per vacanze mordi e fuggi, utili tutt’al più per delle scorpacciate di piatti tipici locali. Chi vive altrove poco sa della storia di quei luoghi. Soprattutto non sa che in quei luoghi c’è tutto un mondo: sistemi culturali, storie di vita, modi di approcciarsi al mondo e alla natura. La cosiddetta sapienza della cultura contadina.

Le montagne si svuotano

Questa era “la vita” prevalente prima del dilagare della civiltà consumistica industriale e post-industriale, che hanno incentivato lo svuotamento delle montagne. Ciò è tristemente vero fino al punto che chi abitava i luoghi più remoti del nostro paese dovette provare vergogna per lo stile di vita fin lì mantenuto. I poderi, i villaggi, i paesi più lontani dal fondovalle si sono pian piano svuotati e insieme ai loro pochi averi le persone si sono portate via gran parte del patrimonio culturale e umano di cui erano possessori. C’è da dire anche che molte misure legislative approvate recentemente purtroppo vanno nella direzione di un’ulteriore perdita di identità della montagna italiana: quando a piccoli centri abitati e comunità locali isolate vengono tolti quei servizi in grado di garantire l’identità e la condivisione di valori come la scuola, l’ospedale, gli uffici comunali e la comunità montana, il rischio è di togliere quel poco che resta e di incentivare ancor di più le persone ad emigrare verso i centri commerciali delle città.

Mappa di comunità della Vallesanta

Senza dilungarci troppo su questi aspetti, va detto che in molti luoghi del nostro paese esiste uno zoccolo duro di persone che sta portando avanti un importante lavoro di valorizzazione e divulgazione di ciò di cui il proprio territorio è portatore.

Gli ecomusei

Il movimento degli ecomusei è una delle risposte alla crisi della montagna. Anziani e giovani riscoprono le proprie tradizioni, rileggono i propri luoghi, fanno parlare le loro voci.

Nato in Francia negli anni 70 il movimento degli ecomusei si è diffuso in paesi come Italia, Spagna e Polonia. Vien da pensare che sono tutti paesi con un’antica tradizione agricola; sta di fatto che oggi in Italia esistono decine e decine di ecomusei sia a nord sia a sud. Molti di essi sono organizzati in reti e associazioni, sono patrocinati dagli enti locali e incentivati da leggi regionali.

In effetti la portata innovativa dell’idea di ecomuseo non è indifferente e gli ecomusei si sono rivelati dei forti strumenti per rivitalizzare il tessuto sociale in molte comunità locali in crisi. L’idea di articolare gli ecomusei in più punti del territorio, con il coinvolgimento diretto dei cittadini del luogo, sia nella gestione sia nella documentazione sia nel lavoro di lettura del territorio, si è rivelata vincente.

Mappa di comunità: uno strumento per gli ecomusei

Un esempio ne sono le mappe di comunità. Gli operatori di Baleia sono entrati in contatto con chi ha lavorato direttamente alla realizzazione della mappa di comunità della Vallesanta, in Casentino. Si tratta di un complesso lavoro di recupero di informazioni, di interviste, di mappatura del territorio, di racconto fotografico e ricerca bibliografica. Il risultato sono degli strumenti cartografici in formato cartaceo e digitale che fanno parlare la Valle.

La mappa di comunità è stata pubblicata on-line e con lo scorrere del mouse si può ascoltare i racconti e le leggende direttamente con le voci e i filmati che ritraggono gli anziani o vedere i luoghi della Vallesanta vedendo le fotografie e i video. A nostro parere la mappa di comunità è uno strumento formidabile e noi di Baleia, quando ne siamo venuti a conoscenza, ci siamo letteralmente commossi: l’emozione al vedere che tra boschi e cime montuose c’è ancora tutto un mondo forte e cosciente del proprio valore non è poco, se permettete; due cittadini abituati a vedere le insegne di centri estetici e negozi per le scommesse calcistiche non sono di certo abituati a sorprese di questo tipo.

Con la mappa di comunità gli abitanti della Vallesanta in Toscana le generazioni future e i forestieri che vengono dal fondovalle potranno sapere che quelle montagne non sono soltanto terreno per gli scarponi da trekking o il luogo per quelle famose scorpacciate di piatti tipici.

Alla prossima! Se siete su Twitter seguite #baleiaorg.

Simone Apollo

Simone Apollo - Sociologo esperto di America latina, cooperazione internazionale, fundraiser e specialista di SEO e web-marketing per il non profit.

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