Brand non profit: un’IDEA

Brand non profitEsiste un modello di riferimento per il concetto di brand nel settore non profit? Il brand non profit è un semplice logo? Un marchio? È un qualcosa derivato dal marketing profit e traslato nella realtà del terzo settore? In sintesi: quali caratteristiche ha il brand di un’organizzazione non profit?

A queste domande sta cercando di rispondere un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard, che ha tracciato, dopo un lavoro sul campo di 18 mesi e numerose interviste a figure chiave del non profit (leaders, fundraisers, esperti di marketing), la cornice di riferimento del brand non profit. Il nuovo modello è stato chiamato IDEA Framework.

Nel BaleiaBlog abbiamo già parlato più volte di brand e non profit. In questo post cercherò di riassumere e schematizzare i risultati di questa bella ricerca. Per chi fosse interessato ad approfondire (e, credetemi, vale la pena farlo!), Nathalie Kylander e Christopher Stone, membri del gruppo di ricerca, presentano il lavoro in quest’articolo. Continue Reading →

Slavery Footprint: quanti schiavi lavorano per noi?

Slavery FootprintMolto spesso lo si nasconde ma nel mondo in cui viviamo la schiavitù non è scomparsa. Potrà essere sparita dalla giurisprudenza di molti paesi; potrà non essere più riconosciuta legalmente; potrà essere argomento di studio sui libri di storia.

Quel che è certo è che la schiavitù esiste ancora ed è molto più diffusa di quanto si possa credere.

Se da un lato è sparita la “schiavitù legale”, riconosciuta per legge e pilastro delle società antiche, dall’altro gli schiavi esistono ancora e continuano ad essere un ingrediente tristemente importante dell’economia mondiale illegale e ufficiale.

Esiste uno strumento che consente di misurare la slavery footprint di ognuno di noi (la potremmo chiamare ”impronta schiavistica”?).

Continue Reading →

“Lo sapevi che” e “Riccardo Luna” raccontano il cambiamento e Internet

In India, il 25% della popolazione con il più elevato quoziente di intelligenza ha una densità più grande della popolazione totale degli Stati Uniti ? Questo vuol dire che il numero di bambini in India con il più elevato quoziente di intelligenza è maggiore rispetto al totale dei bambini presenti negli Stati Uniti.

I primi 10 lavori più richiesti nel 2010, non esistevano nel 2004? Ad oggi, vengono preparati studenti per lavori che ancora non esistono e che useranno tecnologie che non sono state ancora inventate e che  risolveranno problemi che nessuno conosce ancora.

Una su otto coppie sposate negli Stati Uniti d’America nel 2010, si è conosciuta on line nel 2009.

Nel 2010 c’erano più di 200 milioni di utenti registrati in MySpace. Se MySpace fosse una nazione, sarebbe la 5° più grande al mondo (tra Indonesia e Brasile).

Nel 2010, la nazione numero 1 al mondo, sottoposta a penetrazioni d’hackeraggio, è quella delle Bermuda. La numero 19 gli Stati Uniti D’America e la numero 22 il Giappone. Continue Reading →

Non profit: se l’ispirazione arriva dal Web..

Gli strumenti on line possono ispirare il non profit? Baleia vi propone un video molto interessante e semplice sul fenomemo Internet nel Regno Unito. Gli autori, della Reason Digital, mostrano i numeri che indicano come nel paese anglosassone siano ancora in aumento gli utenti del Web e come le potenzialità di crescita del donare on line siano ancora molto alte e non siano l’unico beneficio che le organizzazioni non profit possono ottenere dall’uso delle tecnologie dell’informazione. Buona visione e ricordate di seguirci su Twitter @baleiaorg!

Tecnologia e slums: le favelas di Rio sulle mappe

Mappatura partecipativa - WikimapaNel novembre del 2007, Gilberto Gil, allora ministro della cultura brasiliano, affermò che le lan house o punti di accesso ad Internet avevano un impatto molto positivo per ridurre la violenza nelle favelas.

L’esistenza di opportunità formative e culturali e la possibilità di accesso e condivisione delle informazioni attraverso Internet, contribuiscono al rafforzamento della cittadinanza attiva nelle zone marginali delle città. Con iniziative di questo tipo si può dare una risposta efficace ai problemi generati dalla segregazione urbana, dalla povertà urbana e dalla criminalità nei contesti di grande esclusione sociale. E come ricordava il grande musicista ex ministro, la coesione sociale ne può trarre solo benefici. Continue Reading →

Il Software Libero come elemento di fundraising

Gnu - LinuxCirca un mese fa, nell’ambito di una missione di monitoraggio, ho visitato un centro culturale comunitario realizzato nella città di Santa Tecla, periferia di San Salvador in El Salvador, e mi sono trovato di fronte ad una lieta sorpresa. Il centro, reso attivo e potenziato rispetto al passato, esiste grazie all’impegno della municipalità, che è supportata da un progetto URB-AL della Commissione Europea, e offre alla cittadinanza un’interessante proposta di corsi di formazione e attività culturali. I responsabili del centro, che lì si chiamano “promotori sociali” mi hanno spiegato che i corsi di informatica base e avanzata sono pieni e i posti per i prossimi mesi sono tutti prenotati. La cosa che mi ha colpito di più, però, è un’altra:  su tutte le postazioni disponibili a far girare macchina e periferiche era Ubuntu, una delle distribuzioni Linux di maggiore successo.

Santa Tecla è un comune dell’area metropolitana che circonda la capitale salvadoregna e possiede, così come gran parte del paese, un indice di sviluppo umano relativamente basso. In America Centrale le amministrazioni locali devono far fronte a problemi gravi e gravosi. Il fenomeno della violenza giovanile nei paesi centroamericani sta assumendo proporzioni critiche e l’insicurezza si respira nell’aria. Continue Reading →

Siti web: il vuoto da colmare con la qualità

Q di QualitàLa rete è sempre più intasata da contenuti di scarsa qualità, ripetitivi, ridondanti e a volte addirittura copiati. Siti web con informazioni di bassissimo livello e aggregatori di notizie invadono lo spazio della navigazione e ostacolano una fruizione sana della rete. La necessità di emergere e di far prevalere l’originalità della propria offerta è dal nostro punto di vista (ma soprattutto da quello di Google) quanto mai importante.

Siamo sempre là: per chi lavora con internet le cose più importante sono sempre la qualità dei contenuti e l’innovazione dell’offerta informativa. Dai primordi di internet i siti sono cambiati molto: si è passati all’uso di nuovi linguaggi e strumenti, all’aumento delle interazioni tra piattaforma e utente e all’integrazione tra nuove forme di comunicazione. Mai come ora la rete somiglia veramente ad una rete in cui con pochi passi si può passare da uno snodo all’altro.

Eppure, al centro di tutto resta sempre l’informazione. Possono cambiare le modalità della fruizione, il modo in cui essa è presentata, la densità del messaggio, ma non può esservi uno scambio tra piattaforma web e utente senza che al centro vi sia un’informazione di qualità, un contenuto che colmi un vuoto di conoscenza, un dettaglio che mancava nel vasto oceano del Web.

Nel caso del sito internet di un’organizzazione non profit occorre porsi alcune domande, prima di pubblicare o di rinnovare. Continue Reading →

  • Gli ultimi Tweets di Baleia

  • La nostra pagina Facebook