I 7 vizi capitali su Twitter

Il comportamento umano sui social network può essere analizzato con le categorie dell’agire umano. Vi propongo una lettura dei 7 peccati capitali in chiave Twitter: una carrellata di tutto ciò che non va fatto con Twitter.

Accidia

Ogni buon responsabile di social media marketing sa che la presenza deve essere continua. Un lungo periodo di inattività di un profilo Twitter, oltre che poco gradito a chi si aspetta di ricevere aggiornamenti utili da noi, non contribuisce ad accrescere la reputazione on line.

In sintesi: se decido di stare su Twitter devo dare un’anima al mio account.

Avarizia

Le persone sono su Twitter per trovare informazioni provenienti da fonti autorevoli. Queste informazioni sono utili al lavoro di molti o forniscono un valore aggiunto a quanti ci seguono. Tutti noi cerchiamo qualcosa di utile tramite Twitter. Se non ci fosse una sana condivisione, Twitter non avrebbe ragione di esistere e staremmo sacrificando del tempo prezioso inutilmente.

In sintesi: se trovo un’informazione utile la devo condividere con il mio pubblico.

Gola

Twitter è uno strumento straordinario. Può dare ottimi ritorni sull’investimento e regalarci soddisfazioni. Non va dimenticato, però, che non è il centro del nostro business. Ci sono molte altre cose che possiamo mettere sul piatto e che possono contribuire al raggiungimento dei nostri obiettivi e ad effettive conversioni del pubblico della rete in nuovi partner e sostenitori.

In sintesi: se uso eccessivamente Twitter ingrasso inutilmente e perdo di vista molte altre possibilità.

Invidia

Se i nostri followers non crescono come vorremmo le possibilità sono due: o sbagliamo qualcosa nella gestione di Twitter (probabile) o non esiste un pubblico consistente interessato a ciò che diciamo e facciamo (meno probabile). Per far crescere il nostro profilo Twitter (e dargli perciò un senso) occorre trovare la risposta a questo quesito e reagire di conseguenza, ricordando che la risposta è sempre dentro di noi e mai negli altri.

In sintesi: facciamo di chi ne sa più di noi una risorsa e non un obiettivo da oltrepassare.

Ira

Con la rabbia e le reazioni istintive non si va da nessuna parte. Per fare bene su Twitter ci vogliono pazienza e impegno. La costanza e il lavoro di qualità portano per forza di cose risultati tangibili. Non pretendiamo che gli altri ci seguano e non arrabbiamoci se non ci regalano un retweet. Piuttosto ragioniamo e poniamoci degli obiettivi di medio e lungo termine.

In sintesi: devo studiare una strategia per una crescita di valore nel tempo.

Lussuria

Le ammucchiate non vanno bene. Forse questa è la prima regola di Twitter. Per un’esperienza veramente di valore occorre seguire solo chi ci interessa e farci seguire solo da chi è interessato al nostro lavoro. Seguendo tutti (magari solo per ricambiare il follow), non troveremo più le informazioni che potrebbero esserci utili. Allo stesso modo farci seguire dal salumiere e dal pilota aereo farà crescere il numero dei nostri followers e ci farà fare bella figura; difficilmente, però, ci porterà a delle conversioni a meno che non lavoriamo nel campo degli insaccati o dell’aviazione (a maggior ragione bisogna sempre eliminare i followers spazzatura).

In sintesi: per una maggiore qualità non devo guardare in faccia nessuno e devo essere selettivo.

Superbia

Tenere più basso il numero dei following è sacrosanto ma non pensiate di cavarvela facilmente. Seguire chi ha delle cose di valore da divulgare è la base di Twitter. Non seguire nessuno, a meno che sulla vostra carta d’identità non ci sia scritto Dalai Lama, non porta a grandi risultati per due ragioni: vi perdete l’opportunità di scovare informazioni interessanti tramite una fonte come Twitter e vi private della possibilità di dialogare con la rete (cosa che, tra l’altro, porta a risultati in termini di nuovi followers e di conversioni).

In sintesi: devo saper ascoltare per poter far sentire la mia voce.

7-vizi-capitali-Twitter

Per concludere: analizzatevi e seguite @baleiaorg

Riflettendo e volendo essere sincero qualche peccatuccio su Twitter mi è capitato di farlo. La via della redenzione, però, è imboccata da tempo! E voi? vi consiglio di analizzare il vostro comportamento e di trarne le conseguenze.

Dopo quest’esame di coscienza vedrete che Twitter diverrà uno strumento ancora più utile e coinvolgente. Provare per credere! A proposito: ora non potete non seguire @baleiaorg su Twitter!

Simone Apollo

Simone Apollo

Simone Apollo - Sociologo esperto di America latina, cooperazione internazionale, fundraiser e specialista di SEO e web-marketing per il non profit.

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2 commenti
  1. Post utilissimo Simone. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda!
    Qualche tempo fa ne avevo parlato a proposito di Fundraising. Ecco il link: http://elenazanella.wordpress.com/2013/02/08/fundraising-tra-vizi-e-virtu/
    Buon lavoro e grazie per averlo condiviso.
    Elena

    • Simone Apollo

      Grazie a te Elena. Ora ci leggiamo per bene il tuo post.
      Un caro saluto, Simone

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