Perché fare un blog nel Non profit? Ecco 16 buone ragioni

Un paio di giorni fa pensavo: “Perché le organizzazioni non profit dovrebbero avere un blog?”.

All’inizio mi è sembrata una domanda banale ma pensandoci bene non lo è affatto e ho deciso di dedicare un post alla questione.

Del resto gli stessi responsabili delle organizzazioni non profit con cui quotidianamente ho a che fare mi guardano con aria interrogativa quando gli propongo l’apertura di un blog. Tuttavia il tema dei blog non profit non è banale per due semplici motivi.

Il primo è che la grande maggioranza delle organizzazioni non profit in Italia non ha un blog. E questo è vero soprattutto per le piccole e medie organizzazioni (quindi la quasi totalità), quelle più radicate sul territorio e meno attive nell’etere. Da un lato ci sono poche risorse a disposizione; dall’altro manca il capitale umano per stimolare l’innovazione; infine, credo che l’investimento nella comunicazione e nel marketing sociale non sia ancora un elemento strutturale della cultura del non profit italiano.

Il secondo motivo è che il blog resta lo strumento di comunicazione e networking più potente che si possa trovare in rete nonostante nascita e diffusione dei social networks. Al contrario, i social media hanno dato vigore e nuova estensione al blog.

Blog non profit

Personalmente credo molto nel blog e nella condivisione.

Il blog in definitiva è un qualcosa di antico: è un mezzo per proporre racconti.

Raccontare storie resta ancora una delle attività più belle e nobili cui l’essere umano possa dedicarsi. E conoscere o ascoltare delle belle storie lo è altrettanto. Per questo anche le organizzazioni non profit dovrebbero puntare sul blog.

Cerchiamo di capirne il perché in 16 punti.

Organizzazioni non profit: 16 buone ragioni per avere un blog

  • Editorialità. Il blog trasforma l’organizzazione non profit in editore diretto di ciò che pubblica.
  • Socialità. Il blog è lo snodo centrale che permette di tessere legami anche nella rete dei social networks.
  • Illimitatezza. Il blog non ha limiti (sito istituzionale e social networks sì) e si possono pubblicare tanti articoli della lunghezza che si desidera.
  • Economia. Il blog è la rivista (on line) dell’organizzazione che non ha risorse per andare in stampa e spedire per posta.
  • Punto di vista. Per un’organizzazione non profit che fa attività di lobbing, il blog rappresenta lo strumento principale per esporre il proprio punto di vista.
  • Multimedialità. Il blog permette di pubblicare testo, immagini e video con estrema facilità e di fare ottime impaginazioni con i materiali che arrivano dai progetti dell’organizzazione non profit.
  • Autorevolezza. Un’organizzazione non profit che esprima il proprio parere e racconti le sue storie con un blog, guadagna punti in reputazione.
  • Seguito. Il seguito di followers di un blog è forse più ridotto rispetto a quanto possono dare i social networks ma la qualità e il grado di empatia sono sicuramente più alti.
  • Fundraising. Raccontare storie è lo strumento di marketing più evoluto e per un’organizzazione non profit può dare risultati in termini di fundraising.
  • Libertà. Tutti possono accedere al blog con una semplice connessione e senza nessuna registrazione (la fruibilità e l’accessibilità dei contenuti sono l’essenza del Web).
  • SEO. Il blog è un’arma potente per farsi trovare sui motori di ricerca.
  • Qualità. Redarre un blog costa sacrifici ma è sinonimo di qualità.
  • Partecipazione. Consentire ai sostenitori di contribuire al blog è un modo di fidelizzare e aumentare la diffusione del brand.
  • Visibilità. Il post che pubblicherete sul blog sarà sempre più visibile e raggiungibile nel tempo di qualsiasi cosa scriviate su un social network.
  • Dibattito. Per natura il blog stimola l’interazione con il proprio pubblico e invita all’azione.
  • Riflessione. Il blog aiuta a capire chi siamo e dove vogliamo andare. In sintesi, è uno strumento per re-interpretare la mission e la vision e capirle al meglio.

Questo è il mio punto di vista. Ovviamente la funzione di un blog può variare da caso a caso. Voi cosa ne pensate? Aggiungereste qualcosa?

Il nostro Twitter è @baleiaorg.

Simone Apollo

Simone Apollo - Sociologo esperto di America latina, cooperazione internazionale, fundraiser e specialista di SEO e web-marketing per il non profit.

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4 Commenti
  1. Quoto questo articolo a 1000! Raccontare storie resta ancora una delle attività più belle e nobili cui l’essere umano possa dedicarsi 🙂 .. è vero e penso che avere uno spazio in cui un’associazione possa interagire senza troppi vincoli sia la prossima fase del successo di ogni ONLUS.

    Il blog che curo per SOS Villaggi dei Bambini è questo: http://www.adozione-a-distanza.info/

    Complimenti per l’articolo.

  2. Mattia, grazie per il tuo intervento e mi fa piacere che la pensi come me. I blog saranno sempre più importanti perché solo raccontando delle belle storie si potrà ottenere il coinvolgimento del pubblico.

    Complimenti a te per il blog che curi e a presto!

  3. Mi pare che questo articolo centri tutte le questioni importanti e pure qualcuna di più! Un blog consente davvero, ben oltre quello che mette a disposizione un sito, di dare una voce unica alla mission, agli obiettivi, alle attività e alle persone dell’organizzazione non profit. I social diventano una propaggine un po’ “no brain”, dove il mi piace viene stimolato da un titolo e una short description anzichè da una lettura dedicata. Per cui, viva i blog e chissà che le onp puntino su questo strumento sempre di più…

    Grazie Simone!

    PS: stimolo …dei bei blog tematici a cui collaborano più onp? Esempio a caso: tema della disabilità e dopo di noi in Emilia Romagna. Ci partecipano tante organizzazioni, ma anche esperti, familiari, istituzioni per fare awareness sul tema (comunicazione esterna) ma anche per trovare un terreno comune di dialogo (comunicazione interna).

  4. Riccardo, grazie per il tuo contributo. Le tue parole mi hanno fatto venire in mente un altra caratteristica del blog che è la pluralità di voci. Il blog consente la relazione diretta tra il lettore (che diviene commentatore o contributore) e una o più persone nel caso dei blog multi-autore (e l’esempio che citi mi sembra molto interessante proprio per la varietà dei punti di vista rispetto ad uno stesso tema).

    Tra l’altro l’idea del blog tematico con accesso a più ONP abbatterebbe molte difficoltà logistiche e problemi di risorse per le piccole organizzazioni.

    Ciao!

Seguici sempre!

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Sito Web: http://www.baleia.org
Email: comunicazione@baleia.org
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