Comunicare la cultura on line: 10 difficoltà

Circa tre settimane fa abbiamo visto quali sono i punti di forza delle organizzazioni che operano nel campo della cultura, quando si tratta di porre in essere strategie di web marketing culturale. In questo post si parlerà del rovescio della medaglia e cioè delle debolezze che ostacolano la promozione on line di eventi culturali e progetti da parte delle piccole e medie organizzazioni.

Capire quali sono le difficoltà diffuse e i problemi condivisi da chi opera in campo culturale, sempre rispetto alla comunicazione on line, può aiutare a calibrare gli sforzi e a trovare soluzioni con maggiore facilità. Tutt’al più potrà consolare il fatto di scoprire che una debolezza non è vissuta solo dalla “nostra” organizzazione ma è una questione più ampia vissuta da molti.

Ci tengo a ricordare che quest’analisi è frutto della nostra esperienza diretta, poiché proviene dai corsi di web marketing per la cultura tenuti da Baleia.

web-marketing-cultura

Debolezze delle organizzazioni culturali nelle strategie di comunicazione on line

Ho riunito le debolezze interne alle organizzazioni culturali rispetto alla capacità di promuovere la cultura on line in 10 punti. Ecco quali sono.

web-marketing-culturale-debolezze
Scarsa organizzazione e pianificazione

Il principe dei problemi. Gli attori dela cultura sono spesso carenti dal punto di vista dell’organizzazione interna e della pianificazione. Distribuire funzioni, pianificare le attività, comunicare al proprio interno non è scontato e spesso ci si perde per strada e la comunicazione on line perde molta della sua efficacia potenziale. Eppure non è complicatissimo fare passi avanti da questo punto di vista. Esistono strumenti tecnici e metodologie di lavoro apposite per migliorare la programmazione. Basta conoscerle.

Coordinamento difficile con gli enti pubblici

Spesso sono i Comuni a fare cultura e quasi sempre nel promuovere le attività culturali sul territorio sono coinvolti più uffici. Questo genera problemi gestionali, perdite di tempo, scarso interesse e coinvolgimento. Si tratterebbe di studiare regolamenti interni condivisi che consentano di assegnare chiaramente ruoli e funzioni per evitare intasamenti e comunicare meglio.

Conoscenze tecniche insufficienti e omogeneità del gruppo

Punto chiarissimo. Il capitale umano è assai limitato (soprattutto nelle piccole organizzazioni). Inoltre, c’è troppa omogeneità di competenze, quando l’ideale sarebbe che ci fossero profili variegati con specializzazioni su strumenti particolari (senza perdere la capacità di occuparsi di tutto, comunque). Il suggerimento qui è uno: investire in formazione e “smanettare” autonomamente con gli strumenti del web marketing per capirli e per capire come possono tornare utili alla nostra causa.

Difficoltà nel personalizzare i messaggi

Molti pongono in atto strategie di web marketing ma non riescono a farlo come vorrebbero. Un problema condiviso è la segmentazione e la personalizzazione del messaggio. Anche qui servirebbe un investimento in capitale umano che, se accompagnato dall’affinamento degli strumenti adoperati, può aumentare molto il ritorno sull’investimento. Ma ognuno fa quel che può.

Poche risorse

E ognuno lo fa perché le risorse, per loro stessa natura, sono limitate. E lo sono ancor di più (ahimé) in un campo come la cultura. Su questo punto il suggerimento è di investire e fare fundraising, cercando di capire che quanto si spende in comunicazione on line non è solo un costo ma è soprattutto un investimento (se fatto con criterio, certo).

Investimento ridotto

Vedi sopra.

Periferia

Molte piccole organizzazioni vivono la difficoltà di essere periferici. I grandi giochi della cultura, secondo questo punto di vista, si terrebbero altrove e questo ha seri riflessi sulla capacità di dare efficacia alla strategia di web marketing. Con un pizzico di analisi psicologica, il suggerimento qui è di prendere coscienza del fatto che l’essere periferici può addirittura costiruire un vantaggio, poiché ci consente di definire meglio la nostra nicchia, e che, comunque, il “nostro” lavoro è un lavoro di qualità. Quando si comunica la qualità non c’è periferia che tenga.

Formalismo del linguaggio

Problema sentito. Molti (principalmente nel settore pubblico) hanno dei vincoli rispetto alle modalità linguistiche da adottare nei canali di comunicazione che adoperano. Direttive provenienti dall’alto (e non guidate dai migliori princìpi della comunicazione) impediscono di differenziare il linguaggio in base allo strumento utilizzato e al pubblico cui ci si dirige. E scrivere un post su Facebook con un linguaggio da Gazzetta Ufficiale non è proprio il massimo. Il suggerimento anche qui è di proporre regolamenti interni sull’uso degli strumenti di comunicazione on line, facendo passare l’idea che se si decide di investire su tali strumenti, la cosa va fatta in modo efficace. Altrimenti non c’è molto significato, se non quello di “essere presenti sui social networks“.

Nicchia piccola

Il fatto di avere una nicchia piccola non è un problema in sé. Se la “nostra” associazione propone della qualità e la nostra mission prevede di rivolgerci a quella nicchia, dov’è il problema? Forse si è sbagliato nel formulare la mission? O forse è il caso di allargare un po’ i propri orizzonti?

Scarsa ottica commerciale

Infine, e non mi stancherò mai di dirlo, anche in campo culturale si vive il classico complesso di inferiorità del non profit. Va bene essere senza fini di lucro (e ci mancherebbe altro) ma avere un po’ più di astuzia commerciale nel comunicare on line può dare soddisfazione a noi, utenti ai servizi che offriamo e, addirittura, migliorare la qualità della vita del territorio in cui operiamo.

In conclusione: rischiare, rischiare, rischiare

L’innovazione è rischio. Nel momento in cui si decide di investire tempo, energia e risorse nella comunicazione on line per promuovere la cultura, occorre far tesoro delle proprie debolezze. Esse, al pari dei punti di forza, consentono di adattare al meglio la strategia, sono carburante prezioso per un serio web marketing. Ovviamente devono essere analizzate con cura e occorre trovare per ognuna la risposta più adeguata, anche se a prima vista questo può destare incertezze e timori. Perciò? Rischiamo!

Cosa ne pensate? Se volete, potete seguirci su Twitter @baleiaorg

Simone Apollo

Simone Apollo - Sociologo esperto di America latina, cooperazione internazionale, fundraiser e specialista di SEO e web-marketing per il non profit.

More Posts

Follow Me:
TwitterLinkedInGoogle Plus

Seguici sempre!

Contatti

Sito Web: http://www.baleia.org
Email: comunicazione@baleia.org
Share This