Come trovare broken links sul sito in pochi passi

Elemento spesso dimenticato da chi cura progetti web, siti e blog è la pulizia dei contenuti Web attraverso la rimozione dei cosiddetti broken links.

Siti e blog che esistono da anni, spesso accumulano link rotti che puntano a pagine inesistenti, a siti non più attivi o a pagine interne al nostro stesso sito che però abbiamo rimosso o che hanno cambiato url.

Oltre ad essere un disservizio del sito che quindi non dà valore all’esperienza dell’utente (anzi ne sottrae a sufficienza) è un autogol dal punto di vista della SEO. Nella scansione del Web gli spider dei motori di ricerca non vedono certamente di buon occhio un sito che punta a un numero eccessivo di risorse inesistenti con i broken links.

Il segnale che viene inviato è di scarsa attenzione, poca cura e aggiornamento inesistente del nostro progetto Web. Volendo utilizzare la metafora del libro, immaginate di fare riferimento a una pagina o un paragrafo che non esistono o di citare una risorsa bibliografica inesistente. Tutte pratiche impensabili per un autore che si rispetti.

trovare-broken-links

Come trovare link rotti in uscita?

Una buona pratica che consiglio a tutti, perciò è quella di fare un controllo periodico (anche una volta ogni 2 o 3 mesi, a seconda della vostra frequenza di pubblicazione) dei link presenti sul sito o blog da voi curato. Sono sicuro che troverete molti link rotti (o broken links) da riparare e vi verranno restituiti vari errori 404.

Per svolgere tale funzione esistono vari strumenti di livello più o meno professionale. Ogni buon esperto SEO dovrebbe averne uno nella propria cassetta degli attrezzi.

Io vi consiglio Broken Link Checker, che esegue la scansione di tutte le pagine del sito web in pochi minuti, analizzando tutti i link su di esso presenti. La tabella con i risultati vi mostrerà:

  • su quale pagina è presente l’errore;
  • il tipo di errore;
  • il puntamento del link in uscita;
  • la parte di codice html contenente l’errore.

Il servizio è gratuito per scansioni di massimo 3.000 pagine. Non male, no?

Esistono poi plugin utilizzabili a seconda della piattaforma CMS che applicate e che si integrano con i vostri strumenti di gestione del sito e che inviano notifiche via email quando scoprono un link non più funzionante (nel caso di WordPress il nome è lo stesso dello strumento che vi ho appena descritto: Broken Link Checker).

Spero di esservi stato di aiuto . Se così fosse, seguiteci su Twitter @baleiaorg

Simone Apollo

Simone Apollo

Simone Apollo - Sociologo esperto di America latina, cooperazione internazionale, fundraiser e specialista di SEO e web-marketing per il non profit.

More Posts

Follow Me:
TwitterLinkedInGoogle Plus

4 commenti
  1. Ottimo articolo Simone, grazie per il suggerimento lo testo subito.

    • Simone Apollo

      Grazie Mattia, se vuoi e hai tempo, allora gradirei un tuo commento dopo aver utilizzato lo strumento di cui parliamo.

      Ps.Ho modificato il nome che avevi inserito come autore del commento. Quello che avevi inserito non faceva riferimento a una persona come è giusto che sia. ;)

  2. Per chi non vuole appesantire il proprio blog con un ulteriore plugin, questo sito web mi sembra una buonissima alternativa. Buon suggerimento, grazie! :-)

    • Simone Apollo

      Ciao Alessandro, grazie per il tuo commento. Se ti abbiamo aiutato con questo articolo, seguici su Twitter @baleiaorg e sulla nostra pagina Facebook. Trovi tutti i riferimenti in alto.

      Ti aspettiamo e buon lavoro.

Scrivi un commento

 

Seguici sempre!

Contatti

Sito Web: http://www.baleia.org
Email: comunicazione@baleia.org