Fundraising

Facebook fundraising: 8 modi per usare al meglio le domande su Facebook

Facebook e gli altri social network sono tra gli strumenti di web marketing più importanti e si stanno affermando sempre di più come mezzo di comunicazione virale. Per questo, in chiave fundraising, è necessario prestare sempre massima attenzione alle novità introdotte al fine di migliorarne usabilità e potenzialità. Con questo post il Blog di Baleia inizia ad analizzare le opportunità offerte dal social network più diffuso in Italia. Considerate ogni articolo come un componente da riporre dentro la vostra cassetta degli attrezzi per aumentare l’efficacia delle vostre strategie di web marketing e raccolta fondi.

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Call to action: uno sguardo al non profit anglosassone

Il concetto di call to action è strategico nel web marketing in campo commerciale e lo è altrettanto nel campo del non profit. I siti web sono canali privilegiati mediante i quali le organizzazioni del terzo settore posso veicolare i propri messaggi e far approdare nuovi “clienti” ai servizi che esse offrono. La differenza fondamentale è che nel caso che a noi più sta a cuore (il non profit, appunto) non si ha a che fare con dei clienti che acquistano un prodotto ma con dei sostenitori che fanno propria una causa a favore del bene comune. Call to action in ambito commerciale In ambito commerciale una call to action è un richiamo che stimola l’utente di un sito (per esempio in un portale di e-commerce) ad interagire in modo più diretto con l’azienda che propone il prodotto. La call to action consente di aumentare le conversioni verso obiettivi prefissati attraverso un’azione semplice ma significativa: il fatto che un visitatore generico decida di aumentare il livello di approfondimento riguardo ad uno specifico prodotto vuol dire molto, poiché se il sito è ben progettato e i prodotti ben presentati, c’è la probabilità di trovarsi di fronte ad un nuovo cliente.

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Il Software Libero come elemento di fundraising

Circa un mese fa, nell’ambito di una missione di monitoraggio, ho visitato un centro culturale comunitario realizzato nella città di Santa Tecla, periferia di San Salvador in El Salvador, e mi sono trovato di fronte ad una lieta sorpresa. Il centro, reso attivo e potenziato rispetto al passato, esiste grazie all’impegno della municipalità, che è supportata da un progetto URB-AL della Commissione Europea, e offre alla cittadinanza un’interessante proposta di corsi di formazione e attività culturali. I responsabili del centro, che lì si chiamano “promotori sociali” mi hanno spiegato che i corsi di informatica base e avanzata sono pieni e i posti per i prossimi mesi sono tutti prenotati. La cosa che mi ha colpito di più, però, è un’altra:  su tutte le postazioni disponibili a far girare macchina e periferiche era Ubuntu, una delle distribuzioni Linux di maggiore successo. Santa Tecla è un comune dell’area metropolitana che circonda la capitale salvadoregna e possiede, così come gran parte del paese, un indice di sviluppo umano relativamente basso. In America Centrale le amministrazioni locali devono far fronte a problemi gravi e gravosi. Il fenomeno della violenza giovanile nei paesi centroamericani sta assumendo proporzioni critiche e l’insicurezza si respira nell’aria.

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