Fundraising

Nonprofit e privati: quando nuove strade diventano necessarie

Nonprofit e privati: quando nuove strade diventano necessarie

In un mio commento ad un recente articolo del consigliatissimo blog di Riccardo Friede ho espresso il mio parere su un problema complesso riguardante il terzo settore. L’opinione diffusa che il nonprofit non sia un settore lavorativo che ha bisogno di una sempre più elevata professionalità ma un campo aperto in cui ci si debba muovere prevalentemente secondo gli schemi del volontariato. Tale percezione è un danno permanente per chi opera nel terzo settore e a volte può essere frustrante. Nel mio intervento ho identificato i tre principali fattori alla base di questa situazione: Politica debole di informazione e sostegno intorno al mondo nonprofit da parte delle istituzioni. Idea di intervento per l’inclusione sociale basato sulla carità. Scarso investimento in innovazione, comunicazione e raccolta fondi da parte delle stesse organizzazioni nonprofit. Consiglio a tutti di approfondire la questione leggendo l’articolo e non voglio ripetermi sulla questione. Quello che qui mi interessa è approfondire il terzo punto proponendovi un esempio pratico che ho avuto modo di conoscere durante una mia recente missione in alcune favelas brasiliane.

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Perché fare un blog nel Non profit? Ecco 16 buone ragioni

Perché fare un blog nel Non profit? Ecco 16 buone ragioni

Un paio di giorni fa pensavo: “Perché le organizzazioni non profit dovrebbero avere un blog?”. All’inizio mi è sembrata una domanda banale ma pensandoci bene non lo è affatto e ho deciso di dedicare un post alla questione. Del resto gli stessi responsabili delle organizzazioni non profit con cui quotidianamente ho a che fare mi guardano con aria interrogativa quando gli propongo l’apertura di un blog. Tuttavia il tema dei blog non profit non è banale per due semplici motivi. Il primo è che la grande maggioranza delle organizzazioni non profit in Italia non ha un blog. E questo è vero soprattutto per le piccole e medie organizzazioni (quindi la quasi totalità), quelle più radicate sul territorio e meno attive nell’etere. Da un lato ci sono poche risorse a disposizione; dall’altro manca il capitale umano per stimolare l’innovazione; infine, credo che l’investimento nella comunicazione e nel marketing sociale non sia ancora un elemento strutturale della cultura del non profit italiano. Il secondo motivo è che il blog resta lo strumento di comunicazione e networking più potente che si possa trovare in rete nonostante nascita e diffusione dei social networks. Al contrario, i social media hanno dato vigore e nuova estensione

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Faq e non profit: l’importanza della chiarezza

Tra i cinque strumenti essenziali per una comunicazione on line efficace dal punto di vista del marketing, Ashley Zeckman, sul blog Top Rank, include la creazione di pagine FAQ “stellari”. Le cosiddette Frequently Asked Questions, le domande ricorrenti e frequentemente poste da chi ci segue sono indubbiamente uno strumento importante. Personalmente, mi è capitato molte volte di navigare per siti web alla ricerca di informazioni più o meno dettagliate e di perdere molto tempo. A quel punto, tagliando la testa al toro, spesso ho risolto i miei dubbi consultando una provvidenziale pagina FAQ. Escludendo il caso di poche grandi organizzazioni non profit, in Italia non mi sembra si faccia un grande uso delle FAQ. Tale strumento di comunicazione sembra avere un ruolo più forte nei portali Web sviluppati in ambito profit. Per citare un esempio, l’insieme delle pagine di assistenza dei vari prodotti di Google ha la struttura delle FAQ. Qui addirittura ci si trova davanti a interi siti composti di domande frequenti tra loro interconnesse, che aiutano l’utente Google a risolvere praticamente ogni suo dubbio (la dove la risposta non è nelle FAQ di supporto, intervengono i forum).

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