Comunicazione sociale

Slavery Footprint: quanti schiavi lavorano per noi?

Molto spesso lo si nasconde ma nel mondo in cui viviamo la schiavitù non è scomparsa. Potrà essere sparita dalla giurisprudenza di molti paesi; potrà non essere più riconosciuta legalmente; potrà essere argomento di studio sui libri di storia. Quel che è certo è che la schiavitù esiste ancora ed è molto più diffusa di quanto si possa credere. Se da un lato è sparita la “schiavitù legale”, riconosciuta per legge e pilastro delle società antiche, dall’altro gli schiavi esistono ancora e continuano ad essere un ingrediente tristemente importante dell’economia mondiale illegale e ufficiale. Esiste uno strumento che consente di misurare la slavery footprint di ognuno di noi (la potremmo chiamare ”impronta schiavistica”?).

Leggi ora!

Amnesty International: quando la denuncia si fa digitale

Il team di Baleia vuole rivolgere l’attenzione al lavoro fatto da Amnesty International nelle sue due ultime campagne Making The Invisible Visible e Break The Law of Silence. Ecco come la grafica e il digitale possono aiutare organizzazioni come Amnesty International a rafforzare la comunicazione in ausilio dei più deboli. In questo articolo vi proponiamo un paio di video che rendono bene l’idea delle iniziative descritte e del loro valore artistico e sociale. Campagne per i diritti umani e divulgazione del lavoro di artisti di strada e di avanguardia possono formare un binomio perfetto.

Leggi ora!

Faq e non profit: l’importanza della chiarezza

Tra i cinque strumenti essenziali per una comunicazione on line efficace dal punto di vista del marketing, Ashley Zeckman, sul blog Top Rank, include la creazione di pagine FAQ “stellari”. Le cosiddette Frequently Asked Questions, le domande ricorrenti e frequentemente poste da chi ci segue sono indubbiamente uno strumento importante. Personalmente, mi è capitato molte volte di navigare per siti web alla ricerca di informazioni più o meno dettagliate e di perdere molto tempo. A quel punto, tagliando la testa al toro, spesso ho risolto i miei dubbi consultando una provvidenziale pagina FAQ. Escludendo il caso di poche grandi organizzazioni non profit, in Italia non mi sembra si faccia un grande uso delle FAQ. Tale strumento di comunicazione sembra avere un ruolo più forte nei portali Web sviluppati in ambito profit. Per citare un esempio, l’insieme delle pagine di assistenza dei vari prodotti di Google ha la struttura delle FAQ. Qui addirittura ci si trova davanti a interi siti composti di domande frequenti tra loro interconnesse, che aiutano l’utente Google a risolvere praticamente ogni suo dubbio (la dove la risposta non è nelle FAQ di supporto, intervengono i forum).

Leggi ora!