Comunicazione sociale

Perché fare un blog nel Non profit? Ecco 16 buone ragioni

Perché fare un blog nel Non profit? Ecco 16 buone ragioni

Un paio di giorni fa pensavo: “Perché le organizzazioni non profit dovrebbero avere un blog?”. All’inizio mi è sembrata una domanda banale ma pensandoci bene non lo è affatto e ho deciso di dedicare un post alla questione. Del resto gli stessi responsabili delle organizzazioni non profit con cui quotidianamente ho a che fare mi guardano con aria interrogativa quando gli propongo l’apertura di un blog. Tuttavia il tema dei blog non profit non è banale per due semplici motivi. Il primo è che la grande maggioranza delle organizzazioni non profit in Italia non ha un blog. E questo è vero soprattutto per le piccole e medie organizzazioni (quindi la quasi totalità), quelle più radicate sul territorio e meno attive nell’etere. Da un lato ci sono poche risorse a disposizione; dall’altro manca il capitale umano per stimolare l’innovazione; infine, credo che l’investimento nella comunicazione e nel marketing sociale non sia ancora un elemento strutturale della cultura del non profit italiano. Il secondo motivo è che il blog resta lo strumento di comunicazione e networking più potente che si possa trovare in rete nonostante nascita e diffusione dei social networks. Al contrario, i social media hanno dato vigore e nuova estensione

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AIDS: campagna di UNESCO e L’Oréal contro i pregiudizi

L’infezione da virus HIV è ancora un’emergenza mondiale, nonostante il fatto che 30 anni dopo la comparsa del virus nel 1981 il numero mondiale dei contagi sia in calo e sempre più persone ricevano la terapia antiretrovirale, indebolendone gli effetti e allungando la speranza di vita dopo il contagio. Ciò che preoccupa di più è che l’AIDS non è più legata a categorie specifiche di persone. Oggi il problema riguarda tutti, indipendentemente dallo stile di vita e dalle proprie abitudini. Per questo portare avanti campagne di sensibilizzazione efficaci e innovative, come quella che vi presento in questo articolo, continua ad essere importante.

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Brand non profit: un’IDEA

Esiste un modello di riferimento per il concetto di brand nel settore non profit? Il brand non profit è un semplice logo? Un marchio? È un qualcosa derivato dal marketing profit e traslato nella realtà del terzo settore? In sintesi: quali caratteristiche ha il brand di un’organizzazione non profit? A queste domande sta cercando di rispondere un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard, che ha tracciato, dopo un lavoro sul campo di 18 mesi e numerose interviste a figure chiave del non profit (leaders, fundraisers, esperti di marketing), la cornice di riferimento del brand non profit. Il nuovo modello è stato chiamato IDEA Framework. Nel BaleiaBlog abbiamo già parlato più volte di brand e non profit. In questo post cercherò di riassumere e schematizzare i risultati di questa bella ricerca. Per chi fosse interessato ad approfondire (e, credetemi, vale la pena farlo!), Nathalie Kylander e Christopher Stone, membri del gruppo di ricerca, presentano il lavoro in quest’articolo.

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