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Come trovare broken links sul sito in pochi passi

Come trovare broken links sul sito in pochi passi

Elemento spesso dimenticato da chi cura progetti web, siti e blog è la pulizia dei contenuti Web attraverso la rimozione dei cosiddetti broken links. Siti e blog che esistono da anni, spesso accumulano link rotti che puntano a pagine inesistenti, a siti non più attivi o a pagine interne al nostro stesso sito che però abbiamo rimosso o che hanno cambiato url. Oltre ad essere un disservizio del sito che quindi non dà valore all’esperienza dell’utente (anzi ne sottrae a sufficienza) è un autogol dal punto di vista della SEO. Nella scansione del Web gli spider dei motori di ricerca non vedono certamente di buon occhio un sito che punta a un numero eccessivo di risorse inesistenti con i broken links. Il segnale che viene inviato è di scarsa attenzione, poca cura e aggiornamento inesistente del nostro progetto Web. Volendo utilizzare la metafora del libro, immaginate di fare riferimento a una pagina o un paragrafo che non esistono o di citare una risorsa bibliografica inesistente. Tutte pratiche impensabili per un autore che si rispetti. Come trovare link rotti in uscita? Una buona pratica che consiglio a tutti, perciò è quella di fare un controllo periodico (anche una volta ogni 2 […]

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I 7 vizi capitali su Twitter

I 7 vizi capitali su Twitter

Il comportamento umano sui social network può essere analizzato con le categorie dell’agire umano. Vi propongo una lettura dei 7 peccati capitali in chiave Twitter: una carrellata di tutto ciò che non va fatto con Twitter.

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Google Knowledge Graph e non profit

Google Knowledge Graph e non profit

Come molti di voi che si occupano di web marketing già sapranno, la pagina dei risultati di ricerca di Google (la SERP) è molto diversa da quella di qualche anno fa. Tra le grandi novità aggiunte da Google c’è senz’altro il Google Knowledge Graph, attivo in Italia dalla fine del 2012 e bel passo nella direzione di un motore di ricerca capace di restituire risultati in modo “semantico”, associando cioè idee e informazioni anche molto diverse tra loro, ma che, insieme, possono arricchire (almeno secondo Google) l’esperienza dell’utente. Un motore di ricerca capace di fare ragionamenti sempre più raffinati. Per intenderci: avete mai notato che per molte ricerche nella parte destra della SERP c’è un riquadro che fornisce delle prime informazioni sulla chiave di ricerca con cui l’utente ha interrogato il motore? Si tratta di informazioni descrittive, numeriche e non, che Google pesca da fonti di informazione reputate autorevoli.

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